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Data di oggi: venerdì 24 luglio 2026

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Direttiva Case Green: cosa cambia dal 2026 per edifici, imprese e proprietari

Dal recepimento nazionale alla traiettoria di riqualificazione del patrimonio: le scadenze, gli obblighi e le opportunità per la filiera delle costruzioni

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Caporedattore Normativa & Fisco

12 min

Edificio residenziale riqualificato energeticamente con pannelli solari secondo la direttiva Case Green
La direttiva Case Green fissa la rotta: edifici a emissioni zero per le nuove costruzioni e riqualificazione progressiva dell'esistente. Grafica: Corriere Edile

In sintesi

  • La direttiva Case Green (UE 2024/1275) va recepita dagli Stati membri entro maggio 2026: l'Italia adeguerà il D.Lgs 192/2005 con nuovi requisiti per edifici nuovi ed esistenti.
  • Dal 2030 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero (NZEB), con anticipo al 2028 per gli edifici pubblici.
  • Traiettoria nazionale vincolante: riduzione del consumo energetico del parco residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, partendo dal 16% degli edifici con prestazioni peggiori.
  • Obbligo progressivo di installazione solare su edifici nuovi e su quelli sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, con scadenze scaglionate al 2030.
  • Stop graduale agli incentivi per le caldaie a combustibile fossile e revisione del sistema di certificazione energetica APE.

La direttiva europea 2024/1275, nota come direttiva Case Green o EPBD recast, è la norma che ridisegnerà il mercato italiano delle costruzioni per i prossimi vent'anni. Il termine per il recepimento da parte degli Stati membri è fissato a maggio 2026: l'Italia interverrà sul decreto legislativo 192/2005 e sui decreti requisiti minimi, con effetti diretti su progettazione, cantieri di riqualificazione e certificazione energetica. Per imprese edili, progettisti e proprietari è il momento di capire cosa cambia concretamente, al di là delle semplificazioni.

Cosa prevede la direttiva Case Green

Il cuore della direttiva è la decarbonizzazione del parco immobiliare europeo entro il 2050. I pilastri operativi sono tre: l'obbligo di edifici a emissioni zero per le nuove costruzioni, una traiettoria nazionale vincolante di riqualificazione del patrimonio esistente e un piano di abbandono progressivo degli impianti a combustibili fossili. A differenza del Superbonus, che era una leva fiscale, la Case Green è una norma di prodotto e di processo: stabilisce requisiti minimi di prestazione energetica che gli Stati devono tradurre in regole edilizie cogenti. Il parco edilizio italiano, tra i più vecchi d'Europa con oltre il 60% degli edifici in classi energetiche E, F e G secondo i dati ENEA, è direttamente interessato.

Quali sono le scadenze dal 2026 in poi?

Il calendario è scaglionato ma stringente. Dopo il recepimento del maggio 2026, i nuovi requisiti si applicheranno gradualmente: edifici pubblici nuovi a emissioni zero dal 2028, tutti gli edifici nuovi dal 2030. Per l'esistente, ogni Stato deve ridurre il consumo energetico medio del parco residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, intervenendo prioritariamente sul 43% degli edifici non residenziali e sul 16% di quelli residenziali con le prestazioni peggiori. Per il non residenziale valgono soglie progressive di ristrutturazione legate alle classi energetiche.

Le principali scadenze della direttiva Case Green
ScadenzaObbligoSoggetti interessati
Maggio 2026Recepimento nazionale della direttivaStati membri
2028Nuovi edifici pubblici a emissioni zeroPubblica amministrazione
2030Tutti i nuovi edifici a emissioni zero; obbligo solare su nuovi edificiCostruttori, progettisti
2030Riduzione consumi residenziali -16%Patrimonio esistente
2033-2035Riduzione consumi residenziali -20/22%; obbligo solare estesoPatrimonio esistente
2040Stop progressivo caldaie a combustibile fossileImpiantisti, proprietari

La Case Green non è un nuovo bonus ma un regolamento di prodotto edilizio: chi costruisce o ristruttura dovrà dimostrare la prestazione, non solo dichiararla. Le imprese che si attrezzano ora su diagnosi e involucro avranno vent'anni di lavoro garantito.

ing. Francesca Roldi, esperta di politiche energetiche europee e consulente di associazioni di categoria

Cosa cambia per gli edifici esistenti

Per il patrimonio esistente la direttiva non impone singoli obblighi di ristrutturazione per legge a ogni proprietario, ma vincola lo Stato a raggiungere gli obiettivi aggregati: gli strumenti saranno una combinazione di requisiti minimi al momento della ristrutturazione, incentivi fiscali mirati e, in alcuni Paesi, obblighi al cambio di destinazione o alla vendita. In Italia lo scenario più probabile, secondo le audizioni parlamentari del 2025-2026, è il rafforzamento dell'ecobonus e del Conto termico per le classi peggiori, con requisiti minimi vincolanti quando si eseguono ristrutturazioni rilevanti. Le cosiddette esenzioni restano previste per edifici storici tutelati, luoghi di culto, seconde case usate meno di quattro mesi l'anno e piccoli edifici indipendenti sotto i 50 mq.

Come funziona l'obbligo solare progressivo

Un capitolo operativo rilevante riguarda l'obbligo di installazione di sistemi solari termici e fotovoltaici: dal 2027 sui nuovi edifici pubblici e non residenziali, dal 2029 sui nuovi residenziali, dal 2030 sugli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti o radicali, dove tecnicamente ed economicamente fattibile. Per le imprese significa integrare stabilmente nelle offerte progettazione solare, accumuli e pompe di calore: il cantiere di riqualificazione tipo del 2028-2030 sarà un cantiere integrato involucro-impianti-fonti rinnovabili.

  • Nuovi edifici: progettazione NZEB obbligatoria dal 2030, con copertura dei consumi da fonti rinnovabili in loco o vicine.
  • Ristrutturazioni rilevanti: adeguamento ai requisiti minimi e, dove fattibile, installazione solare.
  • Certificazione energetica: revisione delle classi APE con scala armonizzata europea e introduzione dell'indicatore di emissioni.
  • Passaporto di ristrutturazione: documento che pianifica gli interventi graduali dell'edificio nel tempo.
  • Sistemi di automazione e controllo obbligatori per gli edifici non residenziali oltre i 290 kW di potenza impiantistica.

Qual è l'impatto per imprese e professionisti?

Le stime elaborate da ANCE e CRESME indicano un potenziale di 40-60 miliardi di euro di lavori di riqualificazione nel decennio 2026-2035, concentrati su involucro, serramenti, impianti e rinnovabili. Le competenze richieste cambiano: serviranno diagnosi energetiche accurate, conoscenza dei sistemi ibridi, capacità di gestire pratiche GSE e certificazioni. I progettisti dovranno aggiornarsi sui nuovi metodi di calcolo, mentre le imprese dovranno strutturarsi per cantieri multidisciplinari. Il rischio, segnalato dalle associazioni, è la carenza di manodopera qualificata: il settore cerca ancora decine di migliaia di posatori, termoidraulici e tecnici dell'involucro.

Conclusioni: prepararsi al recepimento

Il 2026 è l'anno del recepimento, ma gli effetti concreti si dispiegheranno tra il 2027 e il 2030. Il consiglio per imprese e professionisti è triplice: monitorare i decreti attuativi italiani attesi tra fine 2026 e inizio 2027, investire in formazione su diagnosi e riqualificazione integrata, e costruire reti di competenze (termotecnici, certificatori, installatori FER) capaci di offrire al cliente un servizio completo. La Case Green non è un vincolo da subire: è il piano industriale del settore per i prossimi vent'anni.

Fonti e aziende citate

Riferimenti ufficiali citati in questo articolo (link esterni):

Domande frequenti

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