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Data di oggi: venerdì 24 luglio 2026

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Posa in opera dei serramenti secondo la UNI 11673: la guida pratica per il cantiere

La posa è responsabile del 70% delle prestazioni reali di una finestra: cosa prescrive la UNI 11673, come si articolano i livelli di posa e perché imprese e serramentisti non possono più improvvisare.

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Redattore Prodotti & Materiali tecnici

10 min

Posa in opera qualificata di una finestra secondo la norma UNI 11673 con nastro autoespandente sul giunto di installazione
La sigillatura a tre livelli del giunto di posa è il cuore della UNI 11673: tenuta all'aria, isolamento e drenaggio. Grafica: Corriere Edile

In sintesi

  • La UNI 11673 definisce i criteri di progettazione, messa in opera e manutenzione del giunto tra serramento e struttura muraria: senza posa corretta decadono le prestazioni certificate del prodotto.
  • Il giunto di posa va progettato a tre livelli: tenuta all'aria e al vapore all'interno, isolamento termoacustico al centro, protezione dall'acqua all'esterno.
  • La posa qualificata costa tra 60 e 120 euro al metro lineare di giunto, il 10-20% del valore del serramento, ma evita contestazioni che valgono dieci volte tanto.
  • La figura del posatore qualificato EQF (sistema UNI/PdR) è sempre più richiesta da DL, direttori lavori e committenti professionali come garanzia contrattuale.
  • Documentazione obbligatoria: relazione di progetto del giunto, dichiarazione di corretta posa e registrazione fotografica delle fasi, oggi spesso richieste per l'accesso all'Ecobonus.

Cos'è la norma UNI 11673 e perché è diventata centrale

Pubblicata nella sua versione aggiornata, la UNI 11673 «Posa in opera di serramenti — Definizioni e criteri di progettazione, messa in opera, manutenzione e trattamento a fine vita dei giunti di installazione» ha colmato un vuoto storico del mercato italiano: per decenni il serramento veniva certificato in laboratorio con prestazioni di tenuta all'aria, all'acqua e di isolamento termico, mentre il giunto di posa — l'anello di raccordo con la muratura — restava affidato all'abitudine. Le verifiche termografiche condotte su migliaia di edifici hanno dimostrato che ponti termici e infiltrazioni nel giunto possono azzerare il vantaggio di una finestra ad alte prestazioni: una finestra da 1,1 W/mqK posata male può rendere in opera come una da 1,8. Con la Legge 10 e la direttiva Case Green che alzano l'asticella sull'involucro, la posa è diventata parte integrante della prestazione energetica dell'edificio.

La norma introduce un principio chiave per la ripartizione delle responsabilità: il progettista del serramento non è il progettista del giunto. Il giunto va progettato da chi conosce sia le caratteristiche del foro murario sia le prestazioni del serramento — tipicamente il progettista dell'edificio con il supporto tecnico del serramentista o del produttore dei sistemi di posa. In cantiere, questo si traduce in un documento che troppi appalti ancora non prevedono: la relazione di progetto del giunto di posa, con indicazione dei materiali di sigillatura, delle dilatazioni previste e delle modalità di fissaggio.

Come funziona la posa qualificata: i livelli del giunto

La UNI 11673 articola il giunto in livelli funzionali, non in prodotti: la logica è che ogni livello assolve una funzione e può essere realizzato con sistemi diversi purché prestazionalmente idonei. Il livello interno garantisce tenuta all'aria e controllo del vapore (nastri, membrane, schiume a tenuta); il livello centrale assicura l'isolamento termico e acustico (schiume poliuretaniche, materiali isolanti, nastri autoespandenti precompressi); il livello esterno protegge dall'acqua battente consentendo al contempo il drenaggio (membrane impermeabili traspiranti, profili gocciolatoio, sigillanti). La regola aurea, ribadita dai tecnici ANIT e dai manuali dei produttori, è che il giunto deve essere più chiuso all'interno che all'esterno: il vapore che entra deve poter uscire, pena condense interstiziali e degrado.

  • Verifica del foro: misure, piombo, squadro e planarità della spalletta prima della consegna del serramento
  • Predisposizione del supporto: eventuale controtelaio monoblocco o risanamento delle spallette con malte specifiche
  • Fissaggio meccanico: viti o tasselli dimensionati sul carico, con distanze normate dagli angoli (100-150 mm) e interasse regolare
  • Sigillatura interna a tenuta d'aria e vapore: nastri butilici, membrane EPDM o schiume a bassa espansione certificate
  • Isolamento del livello centrale: schiuma PU o nastro autoespandente precompresso classe BG1/BG2 secondo UNI EN 12207
  • Protezione esterna: membrana impermeabile traspirante, gocciolatoio e soglia con drenaggio dimensionato
  • Regolazione e collaudo: verifica della scorrevolezza, delle portate di ante e dei giochi di dilatazione

Quali materiali servono per una posa a regola d'arte?

Il mercato dei sistemi di posa è maturato: accanto alle schiume poliuretaniche tradizionali — che restano ammesse ma da sole non garantiscono la tenuta all'aria — si sono affermati i sistemi a tenuta certificata: nastri autoespandenti precompressi conformi alla EN 12207, membrane acriliche e butiliche, rasanti impermeabili per le spallette e controtelai isolanti in materiale composito che eliminano il ponte termico perimetrale. Un punto spesso trascurato è la compatibilità: il sistema di posa va dichiarato dal produttore come compatibile con il materiale del telaio (PVC, alluminio, legno) e con i carichi previsti. Per i serramenti di grandi dimensioni — scorrevoli e vetrate, sempre più diffusi — la UNI 11673 richiede attenzione particolare alle dilatazioni: un profilo in PVC da 6 metri può dilatarsi di 10-12 mm tra estate e inverno, e un giunto progettato senza questo margine si deforma in pochi anni.

Chi può posare: qualifica e responsabilità in cantiere

La norma non introduce patentini obbligatori, ma il mercato sta andando in quella direzione: il sistema di qualifica dei posatori secondo lo schema EQF (European Qualification Framework), promosso da UNI con le associazioni di categoria, certifica competenze su tre livelli. Sempre più capitolati di committenti professionali — GDO, sanità, scuole, grandi condomini — richiedono posatori qualificati e dichiarazione di corretta posa a fine lavoro. Per il serramentista la qualifica è diventata un vantaggio competitivo concreto: consente di accedere a gare altrimenti precluse e di difendersi in caso di contestazioni, perché la documentazione di posa sposta l'onere della prova. Anche l'Ecobonus guarda in questa direzione: l'asseverazione ENEA richiede valori di trasmittanza in opera che presuppongono una posa corretta, e i tecnici asseveratori chiedono sempre più spesso evidenze del giunto.

Il 70% delle non conformità che riscontriamo in collaudo non riguarda la finestra ma il giunto: schiuma scoperta che si degrada in due estati, spallette senza rasatura, tasselli nel vuoto. La UNI 11673 esiste da anni: il problema è che in troppi capitolati la posa vale ancora una riga.

ing. Marta Villa, consulente termotecnico e verificatore di involucri edilizi

Quanto costa la posa in opera qualificata nel 2026?

Costi indicativi della posa in opera qualificata (fonte: elaborazione Corriere Edile su listini e preventivi 2026)
Tipologia di posaCosto indicativoCosa comprende
Posa standard su controtelaio esistente40-70 €/ml di giuntoRimozione vecchio serramento, fissaggio, schiuma, sigillanti
Posa qualificata a tre livelli60-120 €/ml di giuntoNastri certificati, membrane, isolamento, documentazione fotografica
Posa con controtelaio monoblocco isolante90-150 €/ml di giuntoControtelaio composito, rasatura spallette, sistema certificato
Posa di scorrevoli e grandi vetrate120-200 €/ml di giuntoBinari, compensazione dilatazioni, vetri di grande formato
Relazione di progetto del giunto300-800 € a foro tipologicoAnalisi del supporto, stratigrafia del giunto, dettagli esecutivi

In percentuale, la posa qualificata incide per il 10-20% sul valore complessivo della fornitura: un investimento che si ripaga alla prima contestazione evitata. A titolo di confronto, la sostituzione di un serramento posato male — con demolizione del giunto, ripristino delle spallette e nuova posa — costa da 3 a 5 volte la posa originaria, senza contare il danno reputazionale per l'impresa.

Controlli e documentazione: cosa consegnare a fine lavoro

La buona prassi consolidata prevede tre documenti: la relazione di progetto del giunto (prima dei lavori), il rapporto fotografico delle fasi di posa (durante) e la dichiarazione di corretta posa firmata dall'installatore (alla consegna). Nei cantieri con direzione lavori, il DL dovrebbe presenziare alla posa del primo serramento campione e validare il sistema prima della ripetizione seriale: una prassi che costa mezza giornata e previene errori replicati su decine di fori. Per i committenti privati, il consiglio è chiedere esplicitamente il riferimento alla UNI 11673 in preventivo: chi lo scrive sa di cosa parla, chi lo evita molto probabilmente posa «come si è sempre fatto».

Conclusioni: la posa è la metà invisibile del serramento

La UNI 11673 ha trasformato la posa da attività accessoria a prestazione tecnica documentabile. Per imprese e serramentisti il messaggio è semplice: investire in formazione, sistemi certificati e documentazione non è un costo di compliance ma il modo per difendere margini e reputazione in un mercato che premia la qualità misurabile. Il serramento perfetto posato male è un serramento mediocre; il serramento buono posato a regola d'arte mantiene le promesse per trent'anni.

Fonti e aziende citate

Riferimenti ufficiali citati in questo articolo (link esterni):

Domande frequenti

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